La storia del solare, parte 1

È interessante trovare stralci di storia su come siamo arrivati al pannello solare che abbiamo oggi, ma la primissima parte della storia del solare ci porta 185 anni indietro nel tempo.

L'energia solare tra ieri e oggi

Ogni anno, sempre più persone decidono di affidarsi all’energia solare. 

Installare un impianto fotovoltaico per la propria casa porta tanti benefici: riduce le bollette di energia elettrica, genera un buon ritorno sull’investimento, incrementa il valore dell’abitazione mentre protegge contro i futuri aumenti dei costi dell’energia e infine, aiuta a salvaguardare l’ambiente perché contribuirà a ridurre i consumi da fonti fossili.

Ma come siamo arrivati alle celle solari come lo conosciamo oggi? 

Gli scienziati che hanno fatto la storia

L’effetto fotovoltaico viene dimostrato per la prima volta dal fisico francese Alexandre Edmond Becquerel nel 1839 (se vuoi saperne di più puoi leggere il nostro articolo a riguardo).

Nel 1883, l’inventore Charles Fritts costruisce la prima cella fotovoltaica ricoprendo il semiconduttore di selenio con un sottile strato d’oro. La cella aveva un’efficienza dell’1% e lo installava su un tetto a New York City nel 1884.

La ricerca sul selenio continua per alcuni decenni, ma senza alcun vero progresso.

 

Primo pannello fotovoltaico, posizionato su un tetto a New York

Nel 1939, lo scienziato Russel Ohl, del laboratorio Bell scopre la “P-N junction” nel silicio e brevetta la sua scoperta. La sua cella solare aveva l’efficienza di 1% ma il suo lavoro viene portato avanti da altri scienziati dei laboratori Bell, e 13 anni più tardi, nel 1953, il trio Gerald Pearson, Calvin Fuller e Daryl Chapin, riescono a  creare la prima cella solare in silicio che produce energia quando viene esposto alla luce.

Infatti, il 25 aprile 1954, nei laboratori Bell viene dimostrata al pubblico la prima “batteria solare” che alimenta una piccola ruota panoramica e un trasmettitore radio. 

 

La ruota panoramica alimentata dalla prima cella solare (1954).
Gerald Pearson, Daryl Chapin e Calvin Fuller dei laboratori Bell.

Queste prime celle solari avevano un’efficienza del 6%, un grande passo in avanti che dal giornale The New York Times viene descritta come “L’inizio di una nuova era, che porterà l’umanità a realizzare uno dei suoi più grande sogni, lo sfruttamento dell’energia solare inesauribile per lo scopo della civilizzazione”.

Tuttavia, il costo di produzione di ben 286 dollari/watt rende l’invenzione poco appetibile per usi su vasta scala e la tecnologia fotovoltaica stenta a diffondersi, finché non viene data una spinta, nello spazio!

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